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Royal-Barand Telescopi. La nostra Storia...

La nostra azienda dal 1932 produce solo Telescopi a rifrattori, riflettori e catadiottrici! Seguendo i cicli astronomici del sole, della luna e delle costellazioni ci siamo appassionati in ricerca astronomica fornendo strumenti ai più grandi istituti di ricerca scientifica; Il telescopio nasce nei Paesi Bassi nel 1608, con Hans Lipperhey che per primo richiede un brevetto per un "visore" a lenti ingrandenti. Tuttavia, è con Galileo Galilei, che nel 1609 perfeziona lo strumento e lo punta al cielo, che inizia l'astronomia moderna. Dai telescopi rifrattori galileiani si è evoluti verso i riflettori di Newton e Herschel, fino ai moderni osservatori spazial

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Le Origini (1608-1609):

Hans Lipperhey, Zacharias Janssen e Jacob Metius sviluppano in Olanda i primi cannocchiali, basati su lenti ottiche. Galileo Galilei ne viene a conoscenza e costruisce nel 1609 una versione perfezionata (fino a 20 ingrandimenti), che gli permette di scoprire i satelliti di Giove, le fasi di Venere e i crateri lunari. Telescopi Riflettori (XVII-XVIII secolo): Per superare l'aberrazione cromatica delle lenti, Isaac Newton sviluppa nel 1668 il primo telescopio riflettore a specchio (modello newtoniano). Nel XVIII secolo, William Herschel costruisce grandi telescopi a specchio in metallo.


Grandi Rifrattori e Riflettori (XIX-XX secolo): Nel 1845 viene costruito il "Leviatano", un enorme riflettore da 1,83 m. Nel 1895, l'Osservatorio Yerkes ospita il più grande rifrattore mai costruito, con una lente di oltre 1 metro. Astrofisica Moderna e Spazio: Il Novecento introduce telescopi basati su specchi segmentati e, grazie all'ottica adattiva, la capacità di superare le distorsioni atmosferiche. Il lancio del Telescopio Spaziale Hubble (proposto nel 1940, realizzato anni dopo) ha rivoluzionato l'astronomia osservativa ponendo lo strumento al di fuori dell'atmosfera terrestre.

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I telescopi possono essere di vario tipo: ottici, a onde radio, a raggi X ecc. Tutti derivano da uno strumento più semplice, il cannocchiale, sviluppato per l'uso astronomico a Venezia nel 1609 da Galileo Galilei. Nel corso dei secoli, poi, i telescopi sono andati incontro a numerosi perfezionamenti e hanno cambiato il nostro modo di intendere l’universo. Già il cannocchiale di Galileo consentì di confermare definitivamente la teoria eliocentrica proposta tra gli altri da Copernico, dando così il via alla cosiddetta rivoluzione scientifica. Gli strumenti più recenti hanno permesso di studiare il nostro Sistema Solare, ma anche buchi neri, esopianeti, stelle distanti miliardi di luce, dando agli astronomi informazioni importantissime sulla struttura e l’evoluzione dell’universo. Resta però una sfida: cercare la vita su altri corpi celesti.

Le origini dei telescopi vanno rintracciate all’inizio del Seicento.

In Olanda un costruttore di occhiali, Hans Lippershey, nel 1608 scoprì che due lenti diverse, poste alla distanza giusta, consentivano di vedere immagini ingrandite. Il cannocchiale venne utilizzato inizialmente in ambito marittimo, ma presto suscitò anche l’interesse di un professore di matematica originario di Pisa: Galileo Galilei. Lo scienziato perfezionò l'invenzione nel 1609 e creò un cannocchiale capace di ingrandire fino a 30 volte le immagini visibili a occhio nudo. L’invenzione era pensata soprattutto per usi militari, perché permetteva di vedere a distanza navi e truppe nemiche. Galileo, però, puntò il suo strumento anche verso il cielo. Fu proprio dal cannocchiale di Galileo che prese il via la strada che condusse ai telescopi moderni.
Italiano Gli effetti del cannocchiale sul progresso scientifico Il cannocchiale di Galileo era un congegno molto rudimentale rispetto a quelli che si usano oggi, ma consentì ugualmente di cambiare l’idea dell’universo e del posto della specie umana al suo interno, sancendo il tramonto definitivo della teoria geocentrica. Galileo scopì che il pianeta Venere presenta un ciclo di fasi come fa anche la Luna, un fenomeno possibile solo se Venere orbita intorno al Sole. Di conseguenza, l’idea che la Terra fosse al centro del cosmo non poteva essere corretta. Galileo usò il cannocchiale per osservare anche altri corpi celesti: in particolare scoprì i quattro satelliti principali di Giove (non a caso oggi chiamati anche “galileiani”), le macchie solari, il fatto che la Via Lattea è composta da numerosissime stelle e che la superficie lunare è composta da crateri e mari. Altri astronomi, come Johannes Kepler, Christiaan Huygens e Giovanni Cassini, apportarono i primi miglioramenti tecnici al cannocchiale ed effettuarono altre scoperte, individuando, tra l’altro, gli anelli e i satelliti di Saturno.
Il telescopio riflettore Il cannocchiale di Galileo aveva vari difetti: distorceva la forma e i colori delle immagini e aveva un campo di vista molto ristretto. Con il passare del tempo i telescopi furono migliorati, ma gli scienziati non riuscivano a eliminare la cosiddetta “aberrazione cromatica”, cioè la distorsione dei colori. A risolvere il problema fu Isaac Newton, che nel 1668 sostituì le lenti con degli specchi. Nacque così il telescopio riflettore, che alterava molto meno i colori. Con il passare degli anni l'innovazione di Newton fu perfezionata da altri scienziati e costruttori, tra i quali William Herschel, un musicista tedesco con la passione dell’astronomia, che migliorò gli specchi e costruì un telescopio più performante, riuscendo così a scoprire Urano nel 1781.


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