La nostra azienda produce Telescopi certificati per applicazioni scientifiche ed anche una gamma home-user, ideale per la visione nei cieli dei pianeti del sistema solare ed anche con filtri per il sole, visione della luna e delle costellazioni .
Negli anni ’60 giunsero i primi telescopi a infrarossi, a raggi X e a raggi gamma. Grazie ai progressi astronomici fu scoperto, tra l’altro, che l’universo è in espansione e fu formulata la teoria del Big Bang.
Grandi progressi sono stati fatti anche nei telescopi ottici che operano da Terra. Il più potente è il Very Large Telescope, installato nel deserto di Atacama, in Cile, dall’ESA nel 1996.
Le Origini (1608-1609): Hans Lipperhey, Zacharias Janssen e Jacob Metius sviluppano in Olanda i primi cannocchiali, basati su lenti ottiche. Galileo Galilei ne viene a conoscenza e costruisce nel 1609 una versione perfezionata (fino a 20 ingrandimenti), che gli permette di scoprire i satelliti di Giove, le fasi di Venere e i crateri lunari. Telescopi Riflettori (XVII-XVIII secolo): Per superare l'aberrazione cromatica delle lenti, Isaac Newton sviluppa nel 1668 il primo telescopio riflettore a specchio (modello newtoniano). Nel XVIII secolo, William Herschel costruisce grandi telescopi a specchio in metallo.
I telescopi possono essere di vario tipo: ottici, a onde radio, a raggi X ecc. Tutti derivano da uno strumento più semplice, il cannocchiale, sviluppato per l'uso astronomico a Venezia nel 1609 da Galileo Galilei. Nel corso dei secoli, poi, i telescopi sono andati incontro a numerosi perfezionamenti e hanno cambiato il nostro modo di intendere l’universo. Già il cannocchiale di Galileo consentì di confermare definitivamente la teoria eliocentrica proposta tra gli altri da Copernico, dando così il via alla cosiddetta rivoluzione scientifica. Gli strumenti più recenti hanno permesso di studiare il nostro Sistema Solare, ma anche buchi neri, esopianeti, stelle distanti miliardi di luce, dando agli astronomi informazioni importantissime sulla struttura e l’evoluzione dell’universo. Resta però una sfida: cercare la vita su altri corpi celesti.
Gli effetti del cannocchiale sul progresso scientifico
Il cannocchiale di Galileo era un congegno molto rudimentale rispetto a quelli che si usano oggi, ma consentì ugualmente di cambiare l’idea dell’universo e del posto della specie umana al suo interno, sancendo il tramonto definitivo della teoria geocentrica. Galileo scopì che il pianeta Venere presenta un ciclo di fasi come fa anche la Luna, un fenomeno possibile solo se Venere orbita intorno al Sole. Di conseguenza, l’idea che la Terra fosse al centro del cosmo non poteva essere corretta.
Galileo usò il cannocchiale per osservare anche altri corpi celesti: in particolare scoprì i quattro satelliti principali di Giove (non a caso oggi chiamati anche “galileiani”), le macchie solari, il fatto che la Via Lattea è composta da numerosissime stelle e che la superficie lunare è composta da crateri e mari.
Altri astronomi, come Johannes Kepler, Christiaan Huygens e Giovanni Cassini, apportarono i primi miglioramenti tecnici al cannocchiale ed effettuarono altre scoperte, individuando, tra l’altro, gli anelli e i satelliti di Saturno.
un musicista tedesco con la passione dell’astronomia, che migliorò gli specchi e costruì un telescopio più performante, riuscendo così a scoprire Urano nel 1781.
I telescopi spaziali
Negli ultimi decenni, ai telescopi che osservano il cielo dalla Terra si sono aggiunti quelli collocati nello spazio, che hanno il vantaggio di non subire le interferenze dell’atmosfera terrestre e dell’inquinamento luminoso. Tra quelli attualmente operativi vi sono Hubble, lanciato nel 1990 dalla NASA, James Webb, lanciato nel 2021 grazie a una collaborazione tra NASA, ESA e Agenzia spaziale canadese, ed Euclid, lanciato lo scorso luglio dell’ESA.Royal - Barand
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