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Omnya - Bardi Macchine


Questa è la storia di Omnya - Bardi. La nostra azienda nasce nel lontano 1950. Se vi piace leggere come siamo nati e cresciuti ... il nonno Carmine, stava lavorando al tornio...

Omnya - Bardi
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Omnia Bardi Macchine utensili. I nostri Torni...

La nostra azienda dal 1950 produce solo macchine utensili speciali per la lavorazione di forme di acciaio. La storia del tornio in Italia segue l'evoluzione tecnica europea, passando dai torni a pertica medievali a quelli a pedale, fino alla produzione industriale di precisione. Fondamentali sono state le innovazioni del Novecento, con aziende come Maxnovo (Novara) che negli anni '30-'50 hanno sviluppato torni automatici e a utensili multipli, specializzandosi nella meccanica di precisione. Evoluzione Storica e IndustrialeItaliano Origini Medievali: Il tornio a pedale si diffuse in Europa e Italia nel XIII secolo, migliorando la movimentazione rispetto ai sistemi puramente manuali. Rivoluzione Industriale: Tra XVIII e XIX secolo, l'introduzione della macchina a vapore e i torni interamente metallici (Maudslay) hanno trasformato la lavorazione, permettendo una produzione più rapida e precisa.

Il Novecento in Italia:

Anni '30-'50: Nascita di importanti poli produttivi. La Maxnovo, ad esempio, lancia il primo tornio monopuleggia (Tam) nel 1937 e il tornio a utensili multipli XPU nel 1940. Post-guerra: Il settore meccanico italiano si diversifica, producendo torni paralleli e a revolver (es. a Torino, con l'acquisizione della FAST nel 1947). Era Moderna: Dagli anni '70, la tecnologia si è evoluta verso la digitalizzazione con l'introduzione del controllo numerico computerizzato (CNC), aumentando drasticamente precisione e velocità. Oggi, l'industria italiana dei torni continua a essere un punto di riferimento nella produzione di macchine utensili avanzate. Le prime macchine utensili moderne furono il trapano ed il tornio. Uno sviluppo importante si ebbe con l'applicazione del vapore: il tornio a vapore di Maudslay (1800) concorse alla costruzione delle navi in ferro e delle locomotive. La fabbricazione industriale di macchine utensili si affermò a metà Ottocento negli Stati Uniti per rispondere alle esigenze dell'industria delle armi, avviando la produzione di massa in serie. In Italia gli sviluppi furono lenti, anche perché tardarono ad imporsi i concetti di normalizza- zione e di unificazione: venivano quindi realizzate macchine legate ad esigenze specifiche.Italiano Sin dall'Ottocento, specie in Piemonte e Lombardia, iniziò la produzione di torni, fresatrici, trapani, da parte della Züst a Intra, Pensotti a Busto Arsizio, Franchi a Brescia. I criteri di qualità, efficienza, unificazione furono dettati da enti sorti in Italia su modello americano (come, per esempio, l'American Standard Association) o internazionali (International Electrotecnical Association). Merita di essere ricordato l'Uni, sorto nel 1921 come Comitato per l'Unificazione dell'industria meccanica. Sino all'introduzione del controllo numerico in Italia era nettamente prevalente la costruzione di macchine generiche semplici e poco costose, utilizzate in officine collegate ad aziende dei vari settori; più raro era il caso di macchine speciali, costruite su misura.

Il tornio è una macchina che imprime un movimento di rotazione a oggetti

Allo scopo di poterli lavorare con strumenti diversi. Questa definizione vale tanto per il tornio meccanico quanto per quello da vasaio (o ruota), sebbene essi siano indipendenti sia per la genesi, sia per lo sviluppo. Plinio parla di un uomo che fa girare su sé stessi dei vasi di legno, ma siccome altri autori citano quest'operaio come un fabbricante di terraglie, il genere di strumento adoperato non risulta ben chiaro. Vitruvio per primo parla esplicitamente del tornio da meccanico. D'altra parte se gli antichi Egiziani possedevano il tornio da vasai, come è testimoniato da varie loro figurazioni, non sembra però che essi conoscessero il tornio da meccanico. Anzi, alcune figure dell'antico Egitto rappresentano uomini intenti a tagliare delle piccole colonne di legno, mentre invece le avrebbero eseguite più facilmente al tornio.Italiano

Il tornio da meccanico

Se non era del tutto sconosciuto all'antico Occidente, vi aveva un impiego trascurabile. Ciò non significa che il tornio da meccanico derivi da quello da vasaio, come pretenderebbe invece un eminente storico delle arti meccaniche, il Reuleaux. Per la genesi e lo sviluppo del tornio da vasaio, v. ceramica. La prima operazione, che ricorda quella in seguito compiuta col tornio da meccanico, è la raschiatura, lo sbucciamento di una bacchetta o di un bastone con una conchiglia o un raschiatoio. Col tempo, sia per il consumo prodotto dall'uso oppure per esplicita opera dell'uomo, le conchiglie e i raschiatoi destinati a esercitare la loro azione su oggetti cilindrici presentarono una tacca. Ma anche se questa azione viene esercitata su cilindri pieni come fa il tornio da meccanico, il principio di quest'ultimo non è ancora trovato. Secondo Frémont, il tornio da meccanico deriva probabilmente dalla bacchetta di rotazione usata per accendere il fuoco. Allorché nel movimento alterno di rotazione, impresso con le palme delle mani a una bacchetta tenuta fra esse, l'azione delle mani fu sostituita da un archetto, si ottennero due strumenti: l'accenditore a rotazione e il trapano ad arco. Il primo funziona verticalmente perché la pressione della mano è così più facile, mentre il trapano ad arco funziona tanto verticalmente quanto orizzontalmente o in una posizione intermedia, secondo l'oggetto da perforare. Ora, se in un trapano ad arco che funzioni orizzontalmente si sostituisce alla palma, che appoggia su una delle estremità del cilindro, un pernio come all'altra estremità (il cilindro può essere tagliato a pernio oppure il pernio può essere applicato) e se si pone il cilindro in modo che i due pernî girino dentro due cavità, una mano continuerà a imprimere un movimento di rotazione al cilindro per mezzo dell'arco, mentre l'altra potrà lavorare il cilindro.

Tornio parallelo (o meccanico)

Partendo dai vecchi torni, attraverso l'aggiunta di nuovi componenti, è diventata una delle macchine utensili più versatili. Oggi questo tipo di tornio è una parte essenziale delle officine di manutenzione. Il suo nome si basa sul parallelismo che esiste tra l'asse del mandrino (e quindi del pezzo da lavorare) e il percorso principale dell'utensile di lavoro. È composto da una testa, all'interno della quale ruota il mandrino, e da due gru longitudinali parallele tra loro. All'estremità del mandrino (collo) è montato il mandrino universale, il mandrino a tre griffe o la punta che servono a centrare il pezzo da lavorare e comunicano il movimento di rotazione fornito dal motore elettrico attraverso il cambio di velocità. Tornio a copiare
Funziona con un dispositivo idraulico ed elettronico, permettendo la tornitura delle parti secondo le caratteristiche delle stesse seguendo il profilo di una dima che ne riproduce una replica. È necessario disporre di un utensile che consenta una buona evacuazione del truciolo e un efficiente sistema di lubrificazione e raffreddamento del tagliente degli utensili utilizzando abbondante olio da taglio o refrigerante.