Sono Viktoria Del Monaco...           
Mamma a tempo pieno...!
             

Un nuovo antico mestiere... Mamma con intelligenza.

Perchè il mestiere di mamma è il più difficile al mondo?

È cosa risaputa che fare la mamma è un mestiere difficile, ma pochi sono coscienti della complessità di questo “mestiere” e molte mamme arrivano a sera distrutte, senza riconoscersi il merito per ciò che hanno fatto durante il giorno. Mentre allatto la mia secondogenita, tra la torta che inizia a profumare di bruciato nel forno, il bucato che attende di essere steso, il progetto per un nuovo laboratorio e il cane che mi guarda sperando che mi ricordi anche di lui, decido che devo provare a scrivere un articolo a riguardo, non potrei trovare momento migliore.

Iniziamo allora a provare ad elencare i compiti di cui si occupa una mamma (ed un po’ l’ho già fatto!): nutrire i figli, nutrire il compagno, prendersi cura dell’igiene dei piccoli, della biancheria, della casa (e qui potremmo iniziare un altro elenco di compiti annessi), prendersi cura del benessere dei figli, ovvero sonno, sport, cure mediche, il loro immenso mondo emotivo e la loro educazione e cultura. Aggiungiamo anche la cura degli animali domestici e se vogliamo delle piante.

So che molte donne mi direbbero che ho tralasciato molto...

Ma non mi basterebbe il tempo. Veniamo ora alle caratteristica che accomunano questi compiti, ossia la ripetitività, la continuità e la sovrapposizione. Non esistono weekend, non esistono vacanze, non esistono nemmeno le notti. Essere madre é un eterno ricominciare: quello che ha appena pulito si sporca in un baleno e quello che aveva ordinato in un attimo é travolto da un tornado. Tutto questo priva la donna del senso di completezza e di soddisfazione che è tanto importante affinché ogni lavoro venga portato avanti con soddisfazione.

Inoltre una donna non può concentrarsi su un lavoro alla volta perché viene sempre interrotta, spesso i lavori rimangono a metà: i panni non riescono ad essere stesi, il letto rimane sfatto, la carne scongelata non riesce ad essere cotta seguendo la ricetta squisita, ma troppo laboriosa che si intendeva seguire, oppure i figli sono tutti pronti vestiti e puliti ma lei é ancora in pigiama. Un giorno ho rischiato di perdere i capelli perché, dopo aver messo la tinta in testa, alla mia piccola era venuto un attacco di coliche e il tempo di posa si era allungato consideratamente.

Ma continuiamo la nostra analisi:

Nel lavoro di mamma , nessun premio al merito.
Sicuramente vedere i propri figli crescere é qualcosa di magico e meraviglioso, ma la vita quotidiana é ricca di criticità difficili da controllare. Ogni mamma come una chioccia cerca di proteggere il suo bambino, ma ogni giorno si scontra con eventi quali le malattie, le difficoltà a scuola, i piccoli incidenti, e ciò é altamente frustrante. Inoltre si pensa che essere a contatto continuo con i bambini sia appagante in quanto i bambini sono le cose più belle che ci sono sulla terra ma, siamo sinceri, anzi sincere, a volte una mamma non ne può proprio più, sente il bisogno di fare una pausa, di avere del tempo per sé stessa, del tempo per sentirsi donna e non solo madre; ci sono madri di neonati a cui manca il proprio lavoro proprio perché in esso potevano avere maggior controllo e soddisfazioni tangibili.

Il mestiere di mamma é fra i mestieri più imprevedibili della terra: una madre si organizza una giornata ed in un secondo questa é messa sottosopra: un pannolino da cambiare, la febbre che arriva, il rigurgito sul vestitino appena messo e sulla sua camicetta stirata la sera tardi fra uno sbadiglio e l’altro; per non dire il momento del sonnellino in cui si era programmata di fare quel lavoro importante e poi di far addormentare il bambino, ma non c’era stato proprio verso.

Tutta questa imprevedibilità é altamente stressante in quanto fa sentire impotenti. Spesso le mamme arrivano a sera e hanno la sensazione di non aver combinato nulla, perché il tempo vola fra il susseguirsi dei gesti quotidiani di cura del bambino e della casa che non danno il senso di aver raggiunto un obiettivo. Fare la mamma é un mestiere, per così dire, che non offre il senso di completezza che dona soddisfazione. Ma ciò che, a mio avviso, in questa società rende questo mestiere veramente difficile é la solitudine: le madri sono sole la maggior parte del tempo e spesso non hanno nessuno che le sostiene. Sono poche le strutture che accolgono mamma e bambino assieme, poche quelle in cui ci sono persone competenti disponibile ad ascoltarle. Questo é un motivo per cui alcune mamme entrano in depressione, noi tutte possiamo attraversare momenti in cui siamo talmente stanche che ci prendiamo cura del nostro figlio in modo automatico, con poco amore, ma se questa situazione si protrae nel tempo e non si ricevere aiuto, si può entrare nella depressione.

È una mia piccola speranza che questo semplice articolo possa portare un po’ di onore ad un mestiere così comune ma così importante e complesso, ma anche faccia comprendere a padri, nonni e membri della famiglia che, citando un detto africano, “per crescere un bambino ci vuole un’intera tribù“.

Cos’è “l’iperemotività”?

Dopo tanti anni d’esperienza lavorativa con ragazzi di questa età (ma anche come madre di una preadolescente), ho descritto la loro situazione emozionale con l’immagine di una persona che è in cima ad un altissimo trampolino, sotto di lui un tappeto elastico e un’ enorme, sconfinata, gigantesca folla che attende che si butti con coraggio. Se foste quel malcapitato, quale sarebbero le vostre emozioni? Prima di tutto, credo, ci sarebbe una grande grandissima eccitazione, perché giù di sotto ad aspettare il grande salto c’è tutto il mondo che vi guarda, che si aspetta qualcosa di grandioso da voi e che vi giudicherà a sua volta, poi una grande paura di sfracellarsi, ma ancora gioia perché siete al centro dell’attenzione…insomma un tornado di iperemotività.

Da bambini ad adolescenti

Questo è quello che vivono i ragazzi adolescenti: un attimo prima erano tranquilli bambini da cui ci si aspettava solo cose da fanciulli un attimo dopo si ritrovano un corpo che si trasforma in modo incontrollabile, il piccolo e sicuro mondo famigliare si apre al mondo vero di una società in cui ci si perde, ci si cerca, si è giudicati. C’è un incredibile voglia di crescere per trovare se stessi, voglia di lanciarsi, ma anche una terribile paura perché non si sa cosa potrà capitare. A fronte di tutto questa situazione sociale e ormonale, le neuroscienze hanno dimostrato ci sia anche e soprattutto uno “squilibrio” dovuto alla riorganizzazione che sta avvenendo nel loro cervello in crescita. Sembra incredibile, ma i bambini riescono a mettere in atto dei processi per regolarsi davanti agli eventi fonti di particolari emozioni, mentre gli adolescenti non ne sono capaci! Nel loro caso infatti il sistema limbico, struttura celebrale sede dell’emotività e dell’istinto, è super attivo mentre la corteccia prefrontale, che invece ha la funzione del giudizio critico e dell’autocontrollo è in fase di riorganizzazione e maturazione, per cui non svolge le sue funzioni come dovrebbe.

Ed ecco il perché di questa iperemotività, ricerca di soddisfazioni, novità e rischi (questo in particolare nel caso dei maschi), ma anche di grande sensibilità allo stress e incapacità di controllo.

----(Testi di Mariachiara Macchi ) Dottoressa in scienze psicosociali----



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